FAMIGLIA SALOMONE DOPO STIGLIANO

 

 

INTRODUZIONE

L’arte di tramandare la memoria storica parte da lontano.

Gli antichi Aedi erano figure quasi sacre: dotati di una sensibilità note­volmente superiore a quella del proprio uditorio, questi cantori riuscivano a mettersi in diretto contatto con le divinità che li ispiravano, estraniandosi completamente dall’ambiente in cui si trovavano, per non essere distratti, da niente e da nessuno, nel loro raccontare.

Mio padre, magari, non possiederà mai quella freddezza del raccontare e del raccontarsi, tipica dell’Aedo, ma, al suo pari, nello scrivere queste pagi­ne, si è certamente lasciato prendere dal “sacro fuoco” di Calliope, la musa del poema epico: quando “era in vena”, si sedeva alla sua scrivania e, imme­diatamente, era travolto dal filo logico dei suoi pensieri e dai ricordi, molti dei quali non aveva, prima d’ora, mai esternato in maniera così chiara, co­me ha fatto in queste pagine.

Questo libro era atteso da tanto, e per molto tempo è stato covato nell’animo dell’Autore.

Sin da quando mio padre è entrato in possesso del notiziario di Zio Ciccil­lo, leggendocelo più e più volte, ha sempre lasciato trasparire l’intento di voler proseguire quel lavoro di raccolta delle “memorabilia” della famiglia Salomone.

Il risultato di questo lavoro probabilmente è lacunoso e impreciso, da un punto di vista prettamente storiografico, ma sicuramente non lo è dal pun­to di vista umano: il narratore Luigi Salomone è riuscito benissimo nella difficile arte di catturare immediatamente l’attenzione del lettore, e la let­tura di queste pagine non perde mai di piacevolezza, suscitando emozioni care e nostalgiche, tipiche di quei racconti fatti attorno ad un fuoco, maga­ri accompagnati da un buon bicchiere di vino paesano.

L’Autore ha preso quel notiziario lasciatoci da Zio Ciccillo e l’ha trasfuso nelle prime pagine del suo lavoro, quale giusto omaggio e incipit delle pro­prie memorie, riuscendo nel tessere, attorno ad esso, il proprio racconto, approfondendo aspetti taciuti dal precedente narratore, come in un mutuo intervento chiarificatore, ad unico beneficio del lettore che, in tal modo, riesce a compenetrarsi, ancora di più, nei meandri della memoria.

È questo lo spirito con cui va presa questa raccolta di notizie o, com’è stato definito prima da Zio Ciccillo e poi da mio padre Luigi, questo “notizia­rio”.

Uno spirito che merita di non andar perso, come la memoria della nostra famiglia e delle persone che ne hanno fatto parte.

Marconia 23 maggio 2008

Fabio Salomone

Francesco Salomone fu Nicola Stigliano, 1 settembre 1975

 

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Stemma di Stigliano (MT)

 

FAMIGLIA SALOMONE IN STIGLIANO

***

Verso gennaio-febbraio del 1973, in seguito alle reiterate richieste del ca­rissimo cugino Eugenio Salomone, al quale avevo da tempo promesso di farlo, mi decisi a riordinare le poche, ma forse sufficienti, notizie sulla no­stra famiglia in Stigliano, notizie in maggior parte assunte dal defunto zio Giovanni Salomone fratello del mio omonimo nonno paterno.

Questo rudimentale notiziario era quasi completo nei primi di marzo 1973, quando ne abbandonai l’ulteriore stesura in conseguenza della grave malattia e della immatura fine della mia povera figlia Brigida.

Preso da una forte abulia, sotto il peso dei miei dispiaceri non mi sentii, per parecchio tempo, la forza di occuparmi di qualsiasi cosa: dopo diversi mesi, ancora una volta, un nuovo sollecito mi arrivò dal compianto Euge­nio.

 

Stavo per tornare al mio lavoretto per esaudire il suo desiderio, ma, pur­troppo, un altro duro colpo ci fu riservato con l’annunzio della sua im­provvisa immatura fine.

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L’On. Nicola Salomone fu Francesco (1855-1927) (quarto da destra), la moglie Teresa Franchi (prima in seconda fila da destra) con i figli e parte dei Salomone di Stigliano

 

Roso dal rimorso di non averlo accontentato in vita, pur avendo a mia discolpa diverse attenuanti, a distanza di oltre due anni dal suo inizio, ob­bedisco al desiderio del caro estinto, ritornando alla compilazione di que­sta raccolta di notizie sperando completarla, e che ai nostri figli e nipoti non riesca sgradito perdere un po’ di tempo per leggerla.

***

 

 

Capostipite della famiglia Salomone in Stigliano, fu Francesco Salomone, (medico), che vi capitò verso la fine del 1700 proveniente da Casoria (NA) suo paese di origine, da dove era stato costretto a sloggiare – insieme ad altri fratelli -, per ragioni imprecisate.

Degli altri fratelli, uno capitò certamente in Sicilia, un altro probabilmente in Toscana, gli altri si dispersero nel napoletano, ove tuttora i Salomone abbondano.

Durante la prima guerra mondiale, incontrai sul Carso un tenente medico: Giuseppe Salomone, siciliano, discendente dai Salomone di Casoria.

 

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Alberto Salomone fu Nicola (1903-1981) (quarto in seconda fila da sinistra alla Scuola Allievi Ufficiali di Chieti 1924-1925

Aveva la sagoma e la fisionomia dei miei antenati: alto, biondo, di colorito roseo, robusto, naso aquilino (nostra prerogativa di riconoscimento). Zio Giovanni, dal quale, come ho detto, attinsi le notizie che mi accingo a ricordare e riordinare, mi raccontava, fra l’altro, che un suo vecchio zio, tal “Zì Micco” dei Salomone di Casoria, era venuto un paio di volte a Stiglia­no a cavallo di un asinello, per conoscere e salutare i parenti ormai Stiglia­nesi, tornandosene poi a Casoria con la bisaccia piena. A quei tempi per andare a Napoli da Stigliano, si servivano di cavalcature impiegando otto giorni.

Dallo “zio Micco”, zio Giovanni imparò a preparare la polvere da caccia, della quale anche io, aiutando zio Giovanni a prepararla, sapevo la formula ed il procedimento di lavorazione.

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da sinistra: Eugenio Salomone fu Giuseppe (1904-1974) e terzo Enrico Salomone fu Nicola (1901-1981)

Nei primi anni del mio esercizio venatorio, usai anche io quella polvere che, ben dosata, andava bene: “Zì Micco”, aveva lavorato nei polverifici governativi del tempo

***

Ed ora torniamo al dottor Salomone: era un buon chirurgo ed aveva lavo­rato anche nell’Ospedale dei Pellegrini in Napoli.

Giunto a Stigliano ebbe la fortuna di essere ospitato in una famiglia di operai, se non erro, sarti, soprannominati “Vetrano”.

Lo tennero nascosto in casa loro, un modesto stabile, a piano terra, all’inizio dell’attuale “Strada Correale” sotto la vecchia Farmacia De Mar­co.

Un familiare di questi “Vetrano”, era ammalato, pare di ulcera varicosa ad una gamba, che portava fasciata da tempo.

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da destra: Eugenio Salomone fu Giuseppe (1904-1974) e Enrico Salomone fu Nicola (1901-1981)

Saputo che l’ospite al quale avevano dato alloggio era medico, volle chie­dergli una visita, impegnandosi a non scoprirlo al suo medico curante, tale dottor Sassone, che, essendo vecchio, girava il paese a cavallo di un asino: questo vecchio però non doveva essere né sciocco, né cattivo, perché quan­do passò a visitare il suo cliente “Vetrano” si accorse subito che era già stato medicato e fasciato da mano pratica.

Ne chiese conto ai familiari, i quali in primo tempo negarono tutto; in  seguito, poi, finirono col confessare che effettivamente la medicatura era stata fatta da un giovane medico che aveva chiesto loro asilo, perché perseguitato.
Contrariamente a quanto temevano, il vecchio dottor Sassone invece di risentirsene, insistette per conoscere il nuovo arrivato e, anziché perseguitarlo, prese a proteggerlo ed incoraggiarlo.
Così Francesco Salomone (I°) si stabilì a Stigliano.
Ben presto seppe farsi apprezzare come medico ed ancor più come buon chirurgo: non gli mancò perciò il lavoro e, conquistatasi la fiducia della popolazione realizzò buoni guadagni e fu in grado di acquistare una casa.
La sua prima abitazione fu in un angolo di un largo della via Calata Magenta, e precisamente nella casa che fu poi di certa Angela Maria Mercadante, soprannominata “Petrone”.

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Nicola Salomone fu Samuele (1891-1929)

FAMIGLIA SALOMONE DOPO STIGLIANOultima modifica: 2010-06-05T12:32:25+02:00da gorgomonello
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